Capitano mio Capitano!!

Intervista A Zanetti dalla Gazzetta dello Sport


Capitan Zanetti, cosa si prova ad essere nella storia dell’Inter?
"Era la cosa cui tenevo di più. Nel ’95 sapevo di arrivare in un club dalla tradizione unica, volevo vincere qui e ora che si sono riuscito posso dire che è fantastico. E l’appetito vien mangiando".
A fine maggio disse che Moratti avrebbe scelto il meglio per l’Inter. Con Mourinho è così?
"Questo lo sapremo solo tra un anno. Però ha fatto bene ovunque e anche la prima impressione interista è stata ottima. Mi ha telefonato appena dopo la firma, si sentiva che ci tiene tantissimo».
Lei aveva già capito che Mancini non sarebbe rimasto?
"Dopo l’eliminazione dalla Champions poteva succedere di tutto e ci siamo preoccupati solo di vincere lo scudetto. Con quelle frasi Mancini ha spiazzato tutti. Poi ha chiesto scusa, ma mancavano 11 gare molto difficili. Lì abbiamo capito che dovevamo prenderci ancora più responsabilità. Ma sarebbe assurdo dimenticare quanto ha vinto Mancini".
Nessun acquisto, ma aumentano gli abbonati.
"Un segnale importante, uniti possiamo toglierci grandi soddisfazioni. Ma sarà dura. La Roma è ai vertici da tre anni e immagino siano stufi di arrivare secondi; la Juve ha giocatori vincenti e vuole fare l’ultimo passo per tornare ai vertici; il Milan non avrà la distrazione della Champions".
Cosa ha pensato quando ha saputo che del Milan in Uefa?
"Quel giorno ero troppo preso a festeggiare uno scudetto incredibile, con tutti che dopo il Siena ci gufavano. La cosa da interista mi ha fatto piacere, ma ho imparato a godere delle nostre vittorie più che delle disgrazie altrui. Poi sono cose che ti tornano indietro".
Come si spiega il fatto che l’Inter sia diventata così antipatica? Solo per le vittorie o pesa quello scudetto a tavolino?
"Non credo che l’Inter sia antipatica. Il grande equivoco è stato pensare che quello scandalo sia stato provocato e voluto dall’Inter. Senza dimenticare che far emergere quel marcio ha fatto bene a tutto il calcio italiano, vittima alla pari dell’Inter di certe manovre".
In Italia da due anni stritolate tutti tra settembre e febbraio, ma alla ripresa della Champions andate in affanno. Suggerirà a Mourinho un avvio lento per arrivare in fondo?
"No, perché non possiamo permetterci di lasciare scappare le altre e perché abbiamo l’obbligo e l’organico per andare sino in fondo in tutte le competizioni. Contro il Villarreal non avevamo alibi, ma con Valencia e Liverpool siamo arrivati pieni di infortuni".
Cosa ci dice di Lampard?
"Ci ho giocato contro solo in nazionale. È un campione vero, difende, attacca, sa inserirsi, ha tiro. Gente così completa in giro ce n’è poca".
Il sogno invece resta Messi.
"Con Leo parlo spesso. Ora è dura che lasci il Barcellona, ma in futuro è diverso. E se lascerà la Spagna credo che verrà da noi. Anche perché se si apre un minimo spiraglio Moratti sarà in prima fila".
Stankovic resterà all’Inter?
"Spero che resti. E se proprio deve partire, che non vada alla Juve. Deki all’Inter tiene tanto e i tifosi hanno capito quanti sacrifici ha fatto giocando anche se infortunato".
Lei invece non si ferma mai: 51 presenze stagionali, senza saltare una gara di campionato.
"Premesso che devo ringraziare i miei genitori per avermi fatto bene, basta allenarsi sempre al massimo e sfruttare al meglio ogni possibilità di recupero facendo una vita sana".
Quella che a Milano fatica a fare Adriano.
"Spero che la gente capisca che all’inizio Adriano andrà aiutato. Poi lui dovrà fare il resto. Gli ho parlato a Belo Horizonte, l’ho visto in forma. Si è già fatto abbastanza male in passato. Si sente in debito verso tutti. Anche verso noi compagni. Cosa non da poco".

Luca Taidelli



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