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Il Ritorno di Mister X Ciuccariello e Il Foggia!

Foggia-Ciuccariello, ci siamo: entusiasmo in città e grandi progetti

E´ davvero in dirittura d´arrivo la trattativa per il cambio di proprietà del Foggia Calcio: la famiglia Ciuccariello, foggiani di nascita e volenterosi di dare una mano a quella che è sempre stata la loro squadra del cuore, è pronta a concludere le operazioni e dare ai tifosi pugliesi un ambizioso progetto. Nei prossimi giorni infatti, non appena arriverà la fumata bianca definitiva sull´affare, partirà anche la costruzione di un nuovo Foggia, desideroso di emulare quanto di buono fu fatto ormai quasi 20 anni fa in città: pronto l´ingresso di un giovane direttore sportivo di esperienza internazionale, che mirerà anche allo scouting globale di talenti da lanciare nella squadra rossonera, come fatto da diverse squadre di A come Udinese e Siena. Occhio attento anche al settore giovanile e persino al calcio femminile, con la probabile costituzione di una società parallela al Foggia Calcio: ma il vero fiore all´occhiello, secondo indiscrezioni, pare essere il progetto di un centro sportivo in stile Milanello, per garantire al Foggia ed alla città una struttura all´altezza del calcio che conta. I tifosi intanto, demoralizzati dalle ultime vicende societarie che portano verso un ridimensionamento, iniziano già a sognare ad occhi aperti: la concretezza delle idee della nuova proprietà, l´entusiasmo ed il legame con il territorio potrebbero davvero fare la parte decisiva per ricompattare pubblico e società sotto il segno di un grande Foggia.
La Verità
In questi giorni sul web, tra i tavolini dei bar, sulle poltrone dei parrucchieri, un cumulo di voci si è annidato nelle teste dei foggiani: "Ciuccariello, l´ex Mister X del Torino, ha acquistato il Foggia". Tutto vero? Macchè...

La "storia" Foggia-Ciuccariello comincia, in realtà, già dalla seconda metà di Aprile (subito dopo Pasqua, per intenderci) e si è protratta (e si protrae) sino ai giorni nostri: una trattativa (se così davvero possiamo definirla) cominciata tre mesi fa, più volte arenatasi, più volte riavviata, mai categoricamente smentita. Mai smentita perchè qualcosa c´è stato davvero, ma nulla di concreto (nonostante in molti si affannano per dimostrare, seppur senza prove, il contrario).

Per comprendere a pieno il succo della storia, però, come in ogni romanzo che si rispetti, bisogna partire dal suo incipit.

E´ aprile, il Foggia si gioca le sue ultime chance di approdare nei playoff ben conscio che in caso di obiettivo mancato per il terzo anno di seguito bisognerà ricorrere ad un drastico ridimensionamento dei costi (ciò che sta accadendo ora), incomincia a prendere corpo tra i soci del club rossonero l´ipotesi della "linea verde" nel caso in cui non ci fossero stati i presupposti economici per rilanciare un progetto ambizioso, che garantisse sogni da vertice di classifica.
A questo punto entra in gioco il nostro Mister X: Raffaele Ciuccariello da Torino, "presunto" ricco ereditiero di origini lucerine che, ad ematoma ancora fresco dopo la porta sbattutagli in faccia da Cairo quando si presentò alla sua corte per rilevare il Torino, dichiara di voler acquistare il Foggia. I legali di Ciuccariello si fanno vivi con i dirigenti rossoneri, trovando (pare) anche un accordo verbale per il passaggio dell´intero pacchetto delle quote dell´Us Foggia dagli otto a Mister X. Si parla di precontratto, filtrano anche alcune dicerie (più che indiscrezioni) sul costo dell´operazione: quasi tre milioni.

A giugno, batosta playoff ancora fresca, Ciuccariello si rifa vivo: è pronto a chiudere, vuole chiudere la trattativa. I contatti si infittiscono, il suo voler impadronirsi del Foggia diventa quasi morboso. Ma quando si arriva allo spannung, al momento topico della vicenda, la fumata è sempre nera: tre milioni per acquistare il Foggia vanno bene, il problema è versarli nelle casse dei soci. La disponibilità economica della fantascientifica eredità (pare proveniente da casa Savoia) di circa 600 milioni di euro non è ancora arrivata: ergo, senza soldi "cash" sul tavolo l´offerta non viene nemmeno presa in considerazione. E i soci, giustamente, proseguono per la loro strada creando in fretta e furia le linee del nuovo progetto Us Foggia.

Ed eccoci ai giorni nostri. I giorni dell´urlo "è fatta è fatta". I giorni in cui si attende l´annuncio imminente che, per verosimili motivi, slitta di 24 ore ogni giorno.
Fin qui ci siamo. Questo è ciò che, bene o male, si sapeva.
Ora vi raccontiamo la nostra verità.

Ciuccariello è un´entità astratta: c´è ma non si vede. Sembra quasi possedere il dono dell´ubiquità: è a Torino, Foggia, Lucera e Cerignola nello stesso momento. Indiscrezioni lo vogliono cliente ormai quasi fisso di un rinomato hotel di Foggia. Ok, è il momento di verificare la veridicità della questione. Alla reception, la risposta è la seguente: "Qui non c´è mai stato nessun Ciuccariello e non è nemmeno in prenotazione".
Passiamo avanti. Ogni qual volta c´è stato un fuggi-fuggi di notizie su un possibile incontro tra i soci del Foggia e il signor Ciuccariello, tale fuggi-fuggi si è rivelato confusionario e mai veritiero: neanche a farlo a posta negli stessi giorni "incriminati" gli otto erano in riunione in sede, a Via Napoli. E, possiamo assicurarvelo, c´erano solo loro: di Ciuccariello e dei suoi legali nemmeno l´ombra.

Ricapitolando, cerchiamo di fare un po´ di chiarezza sulla vicenda.
L´interesse di Ciuccariello per l´acquisizione dell´Us Foggia è vero, così come è altrettanto vero che ci sono stati contatti, seppur molto timidi e mai concreti, tra le parti. Tutto il resto è una bufala di ampie proporzioni. Non c´è mai stato un incontro nel quale si è firmato un contratto, ma solo un discorso intavolato e mai approfondito che, riassunto in maniera spicciola, è il seguente: "Ciuccariello vuole il Foggia? Si faccia avanti con i soldi in mano e lo avrà". Ogni volta che c´è stata la disponibilità a chiudere, però, il denaro è sempre venuto meno. Pare che la liquidità che deriva dall´eredità di Ciuccariello sarà disponibile solo a fine settembre o, addirittura, ad ottobre... Si può sperare di acquistare una società di calcio affermando qualcosa che suona più o meno come "compro ora ma vi pago ad ottobre" senza offrire alcuna garanzia? La risposta la lascio ai nostri utenti...

Nelle ultime ore, uno dei soci del Foggia, l´avvocato Scirano ha confermato l´esistenza di una trattativa tra il Foggia e Ciuccariello: ma il punto resta sempre lo stesso. I soldi per la conclusione della trattativa arriveranno mai? Ai posteri l´ardua sentenza...
Daniele Affatato CalcioFoggia



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Sono uno di voi Delio Rossi al Galà Dello Sport


«Sono uno di voi» ovazione per Rossi foggiano nel cuore
Premiato l’ex allenatore di Foggia e Lazio


• VICO DEL GARGANO. « Questa è la mia vera casa». Così l’allenatore Delio Rossi, che nella scorsa stagione ha vinto con la Lazio la Coppitalia di calcio, ha sottolineato il suo legame affettivo con il Gargano nel corso della terza edizione del galà dello sport garganico organizzata dall’amministrazione comunale di Vico. L’ex tecnico della Lazio ha raccolto l’ovazione della piazza e di un territorio che ormai lo ha adottato e dove molti in maniera confidenziale lo chiamano Delio. «Qui, sul Gargano ed in Capitanata, ho gli amici di sempre - ha rimarcato Rossi - quelli conosciuti quando ho mosso i primi passi nel mondo del calcio, prima da calciatore del Foggia e poi da allenatore del Torremaggiore. Qui torno, appena posso, con la mia famiglia a ritemprare il corpo e lo spirito».
Dal giornalista del Corriere dello Sport Antonio Troisi e da due vecchi amici, ex giocatori Marcello Ciofi (portiere di quel Torremaggiore che scalò grazie a Rossi i campionati regionali fino ad arrivare all’Eccellenza) e Paolo De Giovanni (con cui l’ex tecnico della Lazio giocò con la maglia rossonera) sono arrivate le testimonianze del periodo di Rossi nel Foggia, come giocatore prima e allenatore poi in serie B (parentesi peraltro sfortunata conclusasi con l’esonero). Al tecnico ospite d’onore della manifestazione è andato il premio speciale della serata «Galà dello sport 2009», consegnato dal sindaco di Vico, Luigi Damiani, e dal consigliere regionale Dino Marino.
«Abbiamo scelto lo sport - ha commentato Nicola Sciscio, assessore comunale allo sport - per riunire sotto un’unica bandiera la gente del Gargano, superando ogni steccato e campanilismo, inseguendo il sogno di Filippo Fiorentino, nostro illustre concittadino, quello della “Città Gargano”, per premiare la passione autentica, i talenti, la genuina espressione dell’agonismo sportivo degli atleti ed anche lo spirito di sacrificio di tanti uomini che danno la possibilità ai ragazzi di praticare l’attività sportiva».
Non solo il calcio dilettantistico, ma anche arti marziali, ciclismo, scherma, pallavolo, danza, hanno sfilato sulla passerella di Vico con un’appendice finale dedicata alla candidatura del Gargano ai mondiali di orienteering del 2012, illustrata dal sindaco Luigi Damiani, dal presidente del Parco del Gargano Giandiego Gatta e dall’assessore provinciale allo sport e turismo Nicola Vascello. C’è attesa per il verdetto finale del 19 agosto prossimo in Ungheria, dove il Gargano si contende la candidatura con altre tre nazioni.
Nella grande festa dello sport riconoscimenti anche per il plurimedagliato campione olimpico di sciabola Luigi Samele, premiato dal presidente provinciale del Coni Giuseppe Macchiarola. Premi per gli atleti e le società del Gargano che si sono messi in evidenza nell’ultima stagione agonistica, consegnati dagli amministratori dei rispettivi comuni di appartenenza. Per Vico del Gargano Gaetano Cotroneo della Polisportiva San Pietro (Pallavolo) premiato dall’assessore Nicola Sciscio. Targa anche per Franco Lasalandra da un trentennio presidente della Marconi Calcio (premiato dall’assessore di Ischitella Leonardo La Malva). Riconoscimento anche per il sannicandrese Antonio Florio (Ciclismo) presidente dell’Atletico San Nicandro, premiato dall’assessore Antonio Gambuto. Per Peschici premio a Luigi Tavaglione (Tae kwon do) consegnato dal sindaco Domenico Vecera. Per Vieste a Nicola Stefania (Kensho) dalle mani dell’assessore Giuseppina Falcone. Per la »squadra del cuore» di Rodi, premiata da Dino Marino. Riconoscimento speciale, consegnato dal presidente del Parco Giandiego Gatta a Raffaele Totaro per la squadra del Monte Sant’Angelo, vincitrice della coppa disciplina della Puglia. Poi, ancora, premi per la carriera a Marcello Ciofi (ex portiere del San Severo con un record personale di attività agonistica svolta fino a 52 anni di età con oltre 900 partite disputate); Paolo de Giovanni e Fabrizio Losito. Premi anche per gli atleti del posto tra cui Federica Peres (tennis), Carlo Comparelli (Tiro con l’Arco), Michele del Viscio (Karate), Luisa Laudadio (danza); le associazioni Giacche Verdi e Moto Club “Cerro Grosso”. Illustrato, nel corso della serata, dai dirigenti Agostino Triggiani e Lino Marino, il progetto sportivo della nuova società «Gargano calcio», un esperimento che sfida il campanile e mette in rete le forze di quattro comuni del Gargano (Ischitella, Peschici, Vico e Carpino) sotto un’unica bandiera, nel campionato di Prima categoria, sul nuovissimo campo in erba sintetica di Peschici.

ANNA LUCIA STICOZZI Gazzetta Mezzogiorno



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Foggia Amarcord!


44 anni fa il Foggia sul tetto del mondo
sabato 31 gennaio 2009

31 Gennaio. Una data che se sei tifoso del Foggia e se hai avuto modo di vivere allo stadio la stagione 1964-1965 non ti lascia indifferente. Il trentuno gennaio, infatti, combacia con la ricorrenza di una delle vittorie calcistiche più belle della storia del Foggia. Si tratta dell’immortale vittoria contro l’Inter Euromondiale di Herrera, da alcuni giorni detentrice della Coppa Intercontinentale e campione d’Europa e d’Italia in carica. Una gara tatticamente perfetta quella del Mago di Turi Oronzo Pugliese che vinse nella stessa stagione il “Seminatore d’Oro”, ambizioso riconoscimento per gli allenatori. Tutto si svolge nel secondo tempo con il Foggia che apre le marcature in apertura grazie a Lazzotti, Qualche minuto dopo è Nocera a far tremare le inferriate delle tribune del vecchio Zaccheria. L’inter riacciuffa il pareggio grazie a Peirò e Suarez ma è ancora Vittorio Cosimo Nocera al trentatreesimo a scrivere il capitolo finale di questo fantastico romanzo della storia rossonera. Il 31 gennaio 1965 si può dire che per un giorno il Foggia sia stata la squadra più forte del mondo.

TABELLINO
Foggia: Moschioni, Valadè, Micelli, Bettoni, Rinaldi, Micheli, Favalli, Lazzotti, Nocera, Maioli, Patino. All. Pugliese.
Inter: Di Vincenzo, Burgnich, Facchetti, Malatrasi, Guarneri, Picchi, Domenghini, Mazzola, Peirò, Suarez, Corso. All. Herrera
Arbitro: Francescon
Marcatori 4’st Lazzotti, 9’st Nocera, 17’st Peirò, 30’st Suarez, 33’st Nocera.

Domenico Carella
[ d.carella@calciofoggia.it ]

Fonti Calciofoggia e foto Orgoglio foggiano



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Foggia nuovo campo di Allenamento!!

Foggia, si va ad Ordona

martedì 18 novembre 2008 Questo pomeriggio il Foggia si sposterà per la prima volta sul nuovo campo in sintetico del comunale di Ordona, piccolo centro della provincia. I lavori per la realizzazione del manto di ultimissima generazione con la stesura dell´elemento naturale del cocco al posto dei pallini neri, tipici compagni di avventura delle partite sui campi amatoriali, sono ormai terminati e con essi anche quelli per l´ampliamento e la ristrutturazione degli spogliatoi. Questa nuova tecnologia dovrebbe consentire di avere un terreno molto morbido e simile a quello di un normale campo di calcio anche se bisognerà attendere il riscontro dei primi allenamenti sulla bontà della struttura. Dalle 14.30 il Foggia si ritroverà per iniziare a familiarizzare con la sua nuova casa. Fonte CalcioFoggia.it



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Nazionale Under 20 Lega pro!

ITALIA (4-3-3): Prisco (Pescara); Vitofrancesco (Cremonese), Conti (Verona) e dall´82´ Sicignano (Carrarese), Ciasca (Lumezzane) e dal 46´ Statella (Benevento), Lebran (Venezia); Lambrughi (Pro Sesto), Petrilli (Crotone) e dal 70´ Lasagna (Paganese), Scarpitta (Manfredonia); Olivieri (Samb) e dal 62´ Campagnacci (Perugia), Dionisi (Celano) e dal 78´ Grillo (Arezzo), Agostinone (Foggia).
CT Veneri, All.Ripari.
A disposizione: Fiorini (Isola Liri), Scozzarella (Portosummaga).
INGHILTERRA (4-4-2): Bartlett; Gleeson, Tremarco (dall´82´Wright), Smith, Simpson; Geohaghan, Penn (dall´ 82 Robinson), D´Laryea (dal 55´ Bostwick), Constable; Cole, Pitman (dal 55´Harrad).
CT Burr-Payne.
A disposizione: Cronin.
ARBITRO: Giancola di Vasto.,
MARCATORI: nel primo tempo al 35´ Dionisi; nel secondo al 10´ Simpson, al 28´ Statella, all´84´Constable.
NOTE – Spettatori 800 circa. Ammoniti Ytrmarco, Carpitta, Conti, Vitofrancesco
BENEVENTO – L´Italia dei giovani stava riuscendo nella grande impresa di battere i più maturi avversari raggiungendoli in vetta alla classifica del girone A dell´International Trophy. Per il particolare regolamento di questa manifestazione l´Italia, per propria scelta, rendeva una media di due anni a giocatore ai più prestanti ed esperti avversari. Eppure per due volte gli azzurri hanno sperato nell´impresa di vincere, prima con l´atteso gol del cannoniere Dionisi del Celano, poi con una conclusione a rete dell´idolo locale Statella. Ma in entrambe le occasioni gli inglesi non si sono persi d´animo e sono riusciti a ribaltare il risultato. Per la cronaca l´arbitro Giancola di Vasto, al 92´. ha annullato per fuorigioco un gol dell´azzurro Vitofrancesco.Adesso per la finale del trofeo l´Inghilterra dovrà vedersela con l´Eire o con il Belgio.

Fonte Calciofoggia.it foto beneventocalcio.it



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Zeman il Foggia sempre nel Cuore!! video



fonte video: foggia.tv



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il Foggia batte l'Arezzo 2 a 1 in 10 dal 23°!

Da calciofoggia.it

90' In questo momento tutto lo stadio acclama i rossoneri che vanno a prendersi i meritatissimi applausi dei propri sostenitori.
Due sole parole per questo Foggia: umiltà e determinazione!
90' Fischio finale: lo Zaccheria esplode!!! Il Foggia batte la capolista nonostante l´inferiorità numerica
90' Inizia l´ultimo minuto di recupero
90' Burzigotti entra in campo per rinforzare il reparto difensivo. Esce, tra gli applausi dello Zaccheria uno stanchissimo Salgado
90' Dopo un rimpallo in area su cross dalla destra, il pallone finisce sui piedi di Cavagna che da sinistra prova la conclusione in diagonale: palla troppo angolata che termina fuori
89' Il Foggia cerca ora di tenere l´Arezzo lontano dalla propria porta, lottando coi denti per difendere il vantaggio
88' Mancino d´esperienza guadagna punizione in attacco, all´altezza della bandierina
87' Troianiello, imbeccato da Pecchia se ne va sul fondo e mette palla al centro: un difensore devia in angolo
85' Si gioca in un clima infuocato: appena l´Arezzo prende palla piovono fischi, mentre si sprecano gli applausi per ogni azione dei rossoneri
82' In occasione del gol, Mancino è stato ammonito per essersi tolto la maglia
81' Lo Zaccheria è una bolgia. "mi diverto solo se..." cantano tutti
80' L´azione si svolge nei pressi del limite dell´area dell´Arezzo con Mancino che viene praticamente liberato da un rimpallo che lo mette a tu epr tu con Marconato. La bordata del centrocampista rossonero fulmina il portiere toscano infilandosi sotto la traversa , nel boato dello Zaccheria che esplode di gioia
80' GOL DEL FOGGIA!!!! MANCINOOOO!!!!
78' L´arbitro continua sistematicamente a fischiare calci di punizione contro Salgado in zona d´attacco. Ormai è contestazione continua di tutto lo stadio nei confronti del direttore di gara
77' Cavagna viene ammonito per un fallo su Salgado, dopo che un minuto prima il cileno era stato steso anche da Terra, nell´occasione graziato. Lo Zaccheria contesta in modo fortissimo le decisioni arbitrali
76' Lancio al millimetro per Troianiello sulla destra, il cross è perfetto per la testa di Salgado che segna. Ma il guardalinee segnala che la palla, sul cross di Troianiello era uscita. L´arbitro annulla tra le proteste dello Zaccheria
74' Matute entra al posto di Miglietta
74' Cavagna si fa largo dalla trequarti e prova la botta da fuori area: Bremec devia in angolo con un intervento difficile
71' Ancora un cross rasoterra pericoloso di Martinetti dalla sinistra: Bremec si tuffa ad anticipare gli avanti toscani e blocca a terra
70' Nell´Arezzo, Cavagna prende il posto di Grillo
68' Il baricentro del Foggia è arretrato parecchio. L´Arezzo ci crede. Lo Zaccheria sostiene i rossoneri.
Ci prova Beati dalla distanza, ma la mira è imprecisa
67' Lo schieramento del Foggia è ormai un 4-4-1, con il solo Salgado in avanti, per sfruttare eventuali ripartenze
66' L´Arezzo preme sull´acceleratore alla ricerca del vantaggio. Il Foggia si difende in questa fase
65' Ammonito Martinetti per un fallo a centrocampo su Pecchia
61' Il Foggia sfiora la rete con un calcio di Punizione di Pezzella dalla destra: palla a rientrare sfiorata da un difensore, che termina di un soffio a lato sull´altro palo, terminando in corner.
57' Salgado viene lanciato a rete, con un difensore aretino che cade. L´arbitro ferma il gioco per un fantomatico fallo del cileno e lo ammonisce addirittura, tra le vibranti proteste dello Zaccheria
56' Ammonito Grillo per una simulazione a palla ferma.
54' Il Foggia più di una volta riesce a sfondare dalla destra con Troianiello che è velocissimo: i compagni lo cercano parecchio
51' Zanetti fallisce il raddoppio: corner di Mancino per la testa del difensore rossonero che, sottoporta, manda incredibilmente alto
48' L´azione arriva dalla destra dell´attacco aretino con una sponda di Chianese con palla che arriva a Martinetti proprio sul dischetto: è un gioco da ragazzi battere Bremec di destro
48' GOL DELL´AREZZO! MARTINETTI
46' Si riprende a giocare con una doppia sostituzione: nel Foggia entra Troianiello per Del Core mentre nell´Arezzo Martinetti prende il posto di Croce
45' Dopo due minuti di recupero l´arbitro fischia la fine del primo tempo: 1-0 per il Foggia.
45' Ancora un lancio filtrante per Chianese che si presenta praticamente lanciato a rete: il recupero di Zanetti è prodigioso, con palla messa in corner
43' Ancora l´Arezzo in attacco e ancora dalla sinistra: Grillo sguscia a Colombaretti e mette in mezzo il pallone per Chianese, il cui tiro al volo è rimpallato dalla difesa rossonera
42' L´Arezzo si mangia un gol fatto: una combinazione in velocità mette Grillo davanti a Bremec in posizione decentrata da sinistra. Il diagonale del terzino dell´Arezzo è però troppo angolato e termina fuori sul lato opposto
40' L´Arezzo si rifà sotto per cercare il pari, ma il Foggia resiste e riparte con un Del Core che oggi è in forma smagliante e fa quasi reparto da solo
37' Un cross dalla sinistra dell´attacco aretino viene messo fuori area di testa da Pecchia: arriva in corsa Bricca che dal limite spara un rasoterra che fa la barba al palo, con Bremec immobile e ormai battuto.
36' Un´azione d´attacco pericolosa dell´Arezzo viene fermata per fuorigioco
33' L´incredibile fiammata del Foggia stupisce tutti: in inferiorità numerica sta gicando ora meglio dell´Arezzo
31' Una combinazione veloce del Foggia porta il pallone tra i piedi di Del Core al limite dell´area. La conclusione dell´attaccante barese è rimpallata dalla gamba di un difensore e assume una traiettoria a pallonetto insidiosissima che beffa Marconato e si infila proprio sotto la traversa. Lo stadio Zaccheria esplode in una bolgia
31' GOL DEL FOGGIA!!!!! DEL CORE!!!!
30' Tiro dal limite di D´Amico che sfiora l´incrocio di pochissimo
29' Ammonito Baclet per un fallo a centrocampo
28' Azione confusa in area dell´Arezzo che porta alla conclusione Del Core, rimpallata da un avversario.
27' Cross dalla sinistra di Grillo: Bremeco vola a togliere in presa plastica un pallone dalla testa degli attaccanti avversari
27' Esce Piccolo ed entra Mancino. Il Foggia gioca ora con un 4-3-2
26' Dal settore dei tifosi della nord si alza uno striscione in onore di Gabriele Sadri. Applausi dello Zaccheria
25' Ammonito Beati per un fallaccio su Salgado
24' Si scalda Mancino
23' Ancora un ennesimo fallo di Coletti a centrocampo, in ritardo su un avversario. Giallo inevitabile ed espulsione. Ora la partita del Foggia è in salita
21' Dure contestazioni dei tifosi dagli spalti per l´ennesimo fuorigioco segnalato ai danni degli attaccanti foggiani
20' Un bella azione da sinistra a destra porta Piccolo al limite dell´area sull´esterno destro. Palla rimessa indietro per Coletti che si sistema il pallone e calcia dal limite. La palla sorvola la traversa
17' Altro fallo di Coletti nel cerchio di centrocampo: stavolta l´arbitro lo ammonisce
16' Sul successivo calcio di punizione la palla finisce in area per Miglietta che dalla zona dischetto, tenta la conclusione a botta sicura, rimpallata da Lisuzzo
15' Coletti commette un fallo a centrocampo che spezza un´azione di contropiede dell´Arezzo. L´arbitro lo grazia, redarguendolo solo verbalmente
12' L´arbitro intercetta un´azione a centrocampo dell´Arezzo, con palla che finisce a Pecchia. Il lancio è per Del Core che si invola verso la porta. Maconato deve uscire e devia in angolo la conclusione in scivolata dell´attaccante barese. Nello scontro resta a terra Del Core
9' Bella combinazione Pecchia-D´Amico che mette un pallone invitante per Piccolo sulla corsa. Marconato è costretto ad uscire al limite dell´area per anticipare l´attaccante rossonero, bloccando a terra il pallone.
6' Un bel lancio di Coletti trova Del Core al limite dell´area; lo stop di petto mette fuori causa un difensore, ma il bomber rossonero scivola e perde il tempo della battuta, favorendo il recupero del difensore aretino che ribatte la conclusione di Del Core
5' Dopo questi primi cinque minuti si ha l´impressione netta che l´Arezzo sia venuto a giocarsela senza timore, con la volontà di imporre la propria gara. E´ comunque ancora una fase di studio
2' L´Arezzo prova il primo affondo con Chianese che verticalizza per Baclet, ma Lisuzzo protegge la palla che termina sul fondo. Applausi per lui dalla sud
0' L´Arezzo batte il calcio d´inizio, subito fischi
0' Nicolas Bremec prende posto sotto la sud, accolto dagli applausi dei tifosi. Il Foggia attaccherà quindi dalla destra alla sinistra della nostra postazione
0' Arezzo in maglia bianca, Foggia nella consueta casacca rossonera
0' Le squadre fanno il loro ingresso in campo nella bolgia dello Zaccheria
0' Nel settore ospiti è presente una piccolissima rappresentanza dei tifosi toscani: se ne contano poco meno di cinquanta.
0' Le condizioni del manto erboso dello Zaccheria sono più che discrete. Ormai l´erbetta copre quasi interamente la superficie del rettangolo di gioco.
0' Si va riempiendo minuto dopo minuto la curva Sud orfana di tre gradoni resi inaccessibili tramite una grata in ferro posta alla sommità del medesimo settore



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Noi ed Il Foggia!! Video



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Ora si Canta "Novelli vattene" ma per scaramanzia.


Foggia Sorrento 3-1

Il Foggia ora fa sul serio: si impone sul Sorrento e lo fa addirittura con una tripletta di Salgado, ritrovato e rinvigorito da un paio di domeniche in tribuna: lo si è visto muoversi, impegnarsi anche se le cose migliori le ha fatte vedere quando si spostava sulla sinistra, sua zona prediletta, mentre al centro spesso si è fatto trovare in fuorigioco mostrando palesemente la sua incapacità nel giocare da prima punta.

Comunque il Foggia di oggi ha spadroneggiato contro un modesto avversario che si è ritrovato in partita anche perché gli uomini di Novelli non hanno chiuso la pratica già nel primo tempo e il tecnico dovrà far meditare i suoi perché di fronte non troverai sempre il Sorrento e magari un’altra squadra oggi avrebbe difeso meglio e a denti stretti il risultato di 1-1 mentre noi dobbiamo essere più cinici ed infierire al momento giusto evitando brutte sorprese che possano minare risultati positivi.

Da elogiare un grande Bremec che riesce a parare un rigore rimanendo in piedi sino all’ultimo e riuscendo a tuffarsi dalla parte giusta per deviare una palla impossibile.

Ma anche Pecchia e Coletti hanno dato l’anima sino alla fine supportando le giocate degli avanti rossoneri; solo Mancino dovrebbe cercare di dialogare di più con i compagni cercando di evitare assoli che producono ben poco come anche Lisuzzo, sempre preciso ed attento, non dovrebbe portar palla eccessivamente soprattutto considerando che dalle sue parti un errore potrebbe costarci caro.

Certo è che il Foggia continua a crescere e Novelli comincia veramente a convincere tutti che la squadra può fare grandi cose perché ha uomini che hanno tutti voglia di far bene in una piazza importante e soprattutto sta promettendo quello che più volte aveva sottolineato e che cioè l’eliminazione in Coppa Italia era stato un episodio e che la vera forza del gruppo l’avremmo vista a partire da ottobre.

Ora bisogna navigare a vista evitando di guardare eccessivamente la classifica e pensare alla gara della domenica prossima senza farsi conti ed illusioni che potrebbero risultare effimeri da un momento all’altro: ogni campionato è lungo e sappiamo che non potrà andare sempre così, che potrai avere cali di tensione o di forma per cui val la pena di cominciare a raccogliere quanti più punti possibili quando tutto ti va bene.

Andiamo a Marcianise senza considerare la differenza di punti tra le due squadre ma con la consapevolezza che possiamo andare dappertutto ad imporre il nostro gioco e magari cominciandolo a fare già da domenica anche fuori casa per continuare a far crescere l’entusiasmo intorno a questa squadra e soprattutto intorno al suo tecnico.

Alberto Mangano manganofoggia



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Foligno Foggia 1 a 0 .

Circa 2500 persone,di cui 500 ospiti, per questa gara allo stadio “Enzo Blasone” di Foligno.La squadra del mister Cevoli si presenta con un accorto 4-3-1-2,mentre il Foggia risponde con il consueto 4-3-3.Partita disturbata dal vento che nel primo tempo tira alle spalle del Foggia.

Comincia subito bene il Foligno, al 5° l’ex De Paula ben lanciato da Signori viene anticipato di un soffio dal portiere ospite un metro fuori dell’area,risponde il Foggia con un colpo di testa di Del Core dal dischetto del rigore,palla che finisce fuori alla destra di Ripa,ancora il Foggia al 12° con Del Core anticipato all’ultimo istante dall’ottimo Guastalvino in corner.

Reclama il rigore la squadra ospite al 20° per un fallo di mano di Fiuzzi sul tiro di un attaccante.Non succede più niente fino al 44° con Turchi anticipato in angolo su bel cross di Signori.Sugli sviluppi del calcio d’angolo Petterini batte al volo alto sulla traversa.

Nella ripresa i padroni di casa spingono sull’accelleratore e nei primi 3 minuti forti anche del vento a favore giungono alla conclusione 4 volte con Signori,Cotza Turchi e Coresi non riuscendo comunque ad inquadrare lo specchio della porta.Al 14° punizione dal limite dell’area Foggiana,batte magistralmente Coresi ma il portiere Bremec si distende e para.

Si vede al 24° il Foggia, con l’unico tiro in porta di tutto il secondo tempo, su calcio piazzato para Ripa.

Al 36° Mister Cevoli sostituisce Signori con Mandorlini,mossa che si rivela vincente,poiché alla prima palla giocata crossa dal fondo per Turchi che mette in rete di testa.

Nei restanti minuti si assiste alla rezione del Foggia che comunque non si rende mai pericoloso.Alla fine risultato giusto che premia la squadra che più a cercato la vittoria

FOLIGNO:Ripa,Baldanzeddu,Petterini,Cotza,Fiuzzi,Guastalvino,Signori,Furiani(dal 36° st Mandorlini),Turchi,Coresi(dal 28°st Cardarelli),De Paula(dal 43° st De Stefano) All Cevoli

FOGGIA:Bremec,Colombaretti,Pezzella,D’Amico(dal 43° st Burzigotti),Zanetti,Lisuzzo,Troianello(dal 36° st Piccolo),Coletti,Del Core,Salgado(dal 24°st Mattioli),Mancino.All Novelli

RETE:37° st Turchi(Fol)

AMMONIZIONI:Furiani,Guastavano (Fol),Colombaretti,Pezzella,D’Amico(Fog)

ANGOLI:5-4

Massimo Bulletti fonte http://www.tuttalac.it/societa.htm



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I convocati del Foggia per il ritiro di Gubbio.

PORTIERI:
Raffaele COSCIA (‘83)

Domenico LICCARDI (‘88)
Massimo ZAPPINO (‘81)

DIFENSORI:
Marco ARNO (‘75)
Alessandro BASTA (‘91)
Tommaso COLOMBARETTI (‘80)
Andrea LISUZZO (‘81)
Donato POSILLIPO (‘89)
Giuseppe RINALDI (‘79)

Pierluigi SCUDIERI (‘90)
Gianluca ZANETTI (‘77)

CENTROCAMPISTI:
Tommaso COLETTI (‘84)
Davide COLOMBA (‘88)
Tony D´AMICO (‘80)

Daniele FORTE (‘90)
Nicola MANCINO (‘84)
Fabio PECCHIA (‘73)
Marcello QUINTO (‘85)
Ivan TISCI (‘74)

ATTACCANTI:
Giuseppe AGOSTINONE (‘88)
Antonio COMPIERCHIO (‘90)
Umberto DEL CORE (‘79)
Italo MATTIOLI (‘85)
David MOUNARD (‘80)
Mario SALGADO (‘81)
Carlo TREZZI (‘82)
Gennaro TROIANIELLO (‘83)
Marco ZAGARIA (‘86)

da notare la presenza di ben cinque ragazzi della Berretti 89 90 e 91



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Zdenek Zeman! Vi raccomando "Novellandia"

Saranno i Tifosi Serbi esattamente quelli della Stella Rossa a godere del calcio spumeggiante di Zeman, stranamente dopo calciopoli all'italiana il Mister Boemo è stato dimenticato da tutte le società Italiane, strano modo di rigraziarlo.
Forza Mister!



Ed Intanto al Foggia Arriva un suo "Raccomandato" , Novelli allenava la Primavera della Salernitana ai Tempi del Boemo sarà "Novellandia" ? noi ci speriamo.




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Alla Samp Lo scudetto Primavera!



Non riesce all'inter di vincere il secondo scudetto della stagione infatti ieri Balotelli e compagni sono stati battuti dalla Sampdoria di Mister Pea (che in questi giorni viene dato come il successore di Galderisi sulla panchina del Foggia) per 3 reti a due.






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Il Signor Galderisi saluta il Foggia!

GALDERISI COMMOSSO: "SARO´ SEMPRE GRATO AL FOGGIA ED AI SUOI TIFOSI"
Con la voce interrotta dall´emozione, Nanù Galderisi ha dato, questo pomeriggio, il suo personale addio al Foggia ed ai suoi tifosi: “ E´ davvero dura per me trovare le parole giuste. E´ un dovere essere qui ma soprattutto un piacere, ho sentito l´esigenza di voler ringraziare tutti coloro che mi hanno aiutato in questi
mesi nel costruire qualcosa di importante. Quando sono arrivato a Foggia non pensavo di poter raggiungere i play-off, poi con il passare del tempo ho capito che la squadra c´era ed andava solo oleata. Purtroppo il mio più grande rammarico è stato quello di non aver portato il Foggia in serie B, la delusione di Cremona è stata tanta e credo che quella partita sarà il punto di partenza di ogni mia avventura”. Difficilmente Galderisi cancellerà dal proprio cuore le emozioni che il pubblico rossonero gli ha regalato durante la sua permanenza sulla panchina rossonera: “Non dimenticherò mai l´affetto e la stima che i tifosi hanno dimostrato nei miei confronti, ricordo in particolare la partita contro il Manfredonia quando mi sono emozionato nel vedere i nostri tifosi così numerosi, spero che tutti mi possano ricordare non solo per i risultati conseguiti ma soprattutto per la persona che hanno conosciuto. Vedere lo “Zaccheria” colmo di tifosi ti fa sentire davvero un allenatore importante”. Parole di stima anche nei confronti della società ed in particolare per il presidente Tullio Capobianco. La voce di Nanù diventa flebile ed il tecnico originario di Salerno non riesce a trattenere le lacrime: “Nel calcio è facile prendere in giro la gente, per questo ringrazio il presidente per la sincerità e l affetto con cui mi ha trattato, riferire ai tifosi di voler vincere il campionato è semplice, realizzarlo è molto più difficile. Il presidente mi ha parlato con estrema sincerità e di questo lo ringrazierò all´infinito”. Sembra ormai scontata che la nuova destinazione di Galderisi sia Pescara: “Al 99% sarò il tecnico della squadra abruzzese. Sicuramente il cuore mi consigliava di rimanere qui a Foggia ma la mente e la razionalità mi hanno portato a fare questa scelta. Il Pescara ha messo in ballo alcune cose che mi hanno stuzzicato, ma ci tengo a precisare che di ogni mio colloquio con altre squadre, il presidente ne era sempre a conoscenza. Porterò con me qualche giocatore avuto a Foggia? Se devo essere sincero porterei via tutti, vorrei sempre lavorare con gente che mi capisce e che sa come lavoro. Sicuramente tra i calciatori svincolati del Foggia ce ne sono alcuni che hanno grande qualità”. Alla base della separazione tra il Foggia e Nanù Galderisi una diversità di vedute sul futuro progetto della società rossonera: “Perché non resto a Foggia? Sicuramente non è stata una scelta dettata da motivi economici, la società rossonera dopo due anni in cui per poco non ha centrato la serie B ha deciso di porre basi importanti per il futuro. Puntare dunque sui giovani, sulla costruzione di campi di allenamento, è sicuramente una strada importante e non è detto che non si possano conseguire risultati importanti. Io rispetto la decisione, ma Foggia è una piazza importante ed io sapevo che l´anno prossimo avrei dovuto comunque vincere. Il presidente ha accettato con grande tranquillità la mia decisione”. Le ultime parole sono forse le più commuoventi: “Il Foggia da oggi avrà un altro grande tifoso in giro per l Italia, spero che il mio non sia un addio ma un arrivederci ed è sicuramente bello lasciarci in questo modo”. Grazie di tutto Nanù, Foggia ed i suoi tifosi non ti dimenticheranno mai.



Giuseppe Lastella www.usfoggia.it



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Non Perdenti ma scontenti!

Il Foggia si sveglia dal suo sogno, la Cremonese la spunta e passa il turno, per noi tifosi ancora una volta la delusione di essere arrivati ad un passo dalla B, ma quest'anno forse è stato anche tanto grazie a Galderisi. E complimenti a Mondonico.



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Brutta Domenica!

Di calcio si intende, il Lucera è fuori dai play off, l'Inter perde nel derby e rianima la Roma, il Manfredonia retrocede in C2 anche vincendo sul Verona che fù graziato da Galderisi qualche Domenica fa, ed è propio lui Nanu Galderisi a sorridere in questa Domenica da dimenticare e con lui tutti noi tifosi del Foggia convinti che il Signor Galderisi meriterebbe a prescindere di come andranno i play off una statua della principale Piazza di Foggia.
Comunque anche quest'anno è stato un anno calcistico ricchissimo di passione e di colpi di scena, ora però concentriamoci c'è uno scudetto da non buttare e una serie B da conquistare. Forza Inter e Forza Foggia ma sopratutto Forza GALDERISI.



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Foggia Monza 1 a 0 il video del primo tempo con il gol di Zanetti









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Foggia Avanti tutta!!

Novara Foggia 2-3

Eravamo partiti per Padova consapevoli di dover portare a casa i tre punti ma sapevamo anche di dover seguire la partita del Foligno sperando nella forza di una Cremonese ancora in lotta per il primo posto; invece, il Foggia vince ma la mano ai rossoneri gliela porge il Padova che li fa rientrare nella play off e che prepara loro la strada per il rush finale. Un bell’epilogo di campionato che evidenzia la lealtà di tutte le squadre che non ti regalano niente ma che consegnano alla storia un torneo senza inciuci e dove alla fine vincerà chi avrà meritato. Ora tocca al Foggia dirigere l’orchestra, non ha bisogno di favori da nessuno e deve pensare solo a vincere, poi, magari, la Cremonese, battendo il Padova potrebbe darci anche la matematica certezza di disputare gli spareggi con una domenica di anticipo, ma noi dobbiamo pensare solo a vincere perché abbiamo le potenzialità per farlo mantenendo la giusta concentrazione e la ovvia determinazione per evitare patatrac. Oggi il Foggia ha vinto battendo l’avversario, la sfortuna (palo a porta vuota di Biancone) e qualche decisione arbitrale non proprio impeccabile ma ha comunque vinto dimostrando una netta superiorità territoriale ma peccando ancora per qualche grossolana ed ingenua sbavatura difensiva. Ancora bisognerà aggiustare qualcosa per evitare sorprese ma soprattutto non servirà farsi prendere dalla frenesia, quella che qualche volta è affiorata quest’oggi, perché le partite durano 90 minuti e la possibilità di recuperare c’è sino alla fine ma bisogna procedere con la giusta calma perché attualmente la squadra di Galderisi è quella che merita di più delle altre e quindi è necessario seguire pedissequamente le direttive del mister senza fretta ma con la consapevolezza che i singoli, la squadra e l’ambiente possono fare la differenza in questi ultimi 180 minuti. Dobbiamo comunque annotare una caduta di stile da parte del Foggia che, con il suo blasone, non doveva permettere: non restituire una palla volutamente buttata fuori dagli avversari poteva incattivire una partita nel finale e noi avevamo sicuramente tutto da perdere: ricordiamoci che proprio il Novara, all’andata, aveva rinunciato a battere una punizione a due in area per un grossolano errore del direttore di gara che non aveva visto un retropassaggio di ginocchio da parte di Lisuzzo e bloccato con le mani da Agazzi; rinunciare a quella ghiotta occasione fu sottolineato anche dai telegiornali e dalla stampa nazionale mentre noi oggi potevamo fare di meglio…

A questo punto stringiamoci tutti intorno alla squadra e alla società riempiendo in ogni ordine di posti lo Zaccheria determinando la vittoria della prima battaglia che dovrà portarci a giocare il tutto per tutto per riscattare quel maledetto gol di un certo Rivaldo che ci brucia ancora

Alberto Mangano



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Manfredonia Foggia!!

Manfredonia Foggia 3-3

Anche valutando solo il risultato finale di 3-3 si evince che è stata una bella partita giocata da entrambe le squadre con la giusta determinazione che un derby richiedeva. Certamente sia il Foggia che il Manfredonia hanno alternato momenti di bel gioco a fasi spente e ricche di svarioni grossolani e madornali. All’inizio del secondo tempo, quando i sipontini raggiungevano il 3-1 forse poteva chiudersi la partita: il Foggia accusava il colpo ma i biancocelesti non affondavano pur avendo le occasioni per farlo. E alla fine i rossoneri mostrano in campo il giusto cinismo necessario ad una grande squadra e ottengono il meritato punto che dà loro la possibilità di allontanarsi di un punto dal Foligno, oggi fuori dai play off, e di avere il Padova a 2 punti sopra in attesa del confronto diretto di domenica prossima. Ma tornando alla partita riteniamo che questa settimana mister Galderisi abbia qualche motivo in più per rivedere la videocassetta della partita perchè perdere la concentrazione in momenti topici della gara, come nel caso del terzo gol del Manfredonia, può mandare all’aria a poche giornate dal termine del campionato, una magnifica cavalcata cominciata con il cambio sulla panchina rossonera e che vorremmo non si fermasse più. Cosa succede ai rossoneri in trasferta? Come mai riusciamo a realizzare 3 gol come a Cremona e al tempo stesso riusciamo a fare giganteschi regali in difesa tornando sempre a casa con il rammarico di quello che poteva essere e non è stato? Oggi Ignoffo e compagni hanno ribaltato il risultato perchè ci hanno creduto di più e hanno lottato sino al 96° quando ormai gli avversari avevano mollato e con un po’ di fortuna, che non guasta mai, si poteva portare a casa l’intera posta ma alla fine non era oggi, nonostante i due legni colpiti dai rossoneri, la partita dalla quale ricavare i tre punti; si poteva anche perdere per come era andata ma pensiamo per un attimo a cosa potrebbe significare disattenzioni come quelle delle ultime due trasferte domenica prossima contro una diretta concorrente che vince inesorabilmente da tre domeniche. Non accampiamo scuse come quelle del campo in sintetico e tra l’altro di dimensioni sicuramente ridotte, ma a tratti, riconosciamolo, il Foggia non è sembrato la squadra schiacciasassi degli ultimi tempi. Ecco perchè questa settimana che ci divide dalla prossima sfida play off deve essere decisiva per trovare il giusto assetto in campo ed evitando certe facilonerie che, con la nostra attuale classifica non definitivamente tranquilla, potrebbero, e sarebbe un peccato, costarci troppo caro.

Quindi godiamoci pure questo punto forse più utile a noi che al Manfredonia ma prepariamoci a domenica con la giusta concentrazione magari portando in campo quella determinazione che abbiamo visto domenica scorsa con il Foligno in quella che forse è stata la più bella partita del Foggia quest’anno.

Alberto Mangano

http://www.manganofoggia.it/



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GAME OVER!

Nel calcio ci sono la NORMA e la TRAVIATA. La norma è che, in genere, in campo fa risultato chi ha maggiore convinzione (Manfredonia e Lecco) e qualità (Padova e Ternana). La traviata invece è la condizione di leggerezza di chi gioca senza troppe preoccupazioni e solo per senso estetico (Legnano), divertendosi in questo modo a dare il colpo di grazia a chi è già mezzo morto di suo (Hellas, Paganese e Pro Patria). E il Verona quale opera lirica sta cantando? La TOSCA ovviamente, suicida per amore. Amore di un passato ingombrante, di un presente irritante, di un futuro che non esiste più in queste condizioni.

L'ho presa da lontano e con un po' di ironia. Però la sconfitta di ieri, ovvero il macello che abbiamo combinato nel secondo tempo, è davvero grave. Tutte le nostre avversarie dirette, eccetto la Paganese a Terni, hanno fatto punti pesanti dando prova di essere vive e di avere acquisito una certa capacità di reazione. Non era per niente facile pareggiare a Cittadella, eppure il Lecco c'è riuscito. Il Manfredonia poi, dato da tutti (compreso il sottoscritto) per morto e sepolto domenica scorsa, ha preso 3 punti d'oro a Venezia, campo nel quale non siamo riusciti a fare 1 solo tiro in porta nel corso di 90 minuti. La stessa Paganese ha sperato di pareggiare a Terni contro una squadra molto più forte di lei. Al contrario il Verona, che poteva benissimo accontentarsi di chiudere con un dignitoso pareggio la sfida contro il Padova, ha mostrato nella ripresa una fragilità impressionante.

È già finito dunque il recupero di Pellegrini? Per me sì.

Chi vuole vedere il bicchiere mezzo pieno potrà consolarmi dicendo che a Foligno non abbiamo sbracato pur giocando in inferiorità numerica per 70 minuti. Ma quanti errori abbiamo commesso in difesa? Poi c'è da aggiungere che il Padova è più forte di noi e in piena lotta per i playoff. Purtroppo però abbiamo commesso i medesimi errori della gara di andata, quando abbiamo concesso ai nostri avversari di giocare con noi come fa il gatto con il topo. Ed è un vero peccato che Pellegrini non abbia ricordato niente di quella brutta avventura. Infine, abbiamo agganciato la Paganese e giocheremo contro di lei fino all'ultimo per conquistare un posto nei playout. Ma ci siamo un dimenticati che lo scontro diretto lo faremo a casa loro.

Sinceramente, in questo momento vedo il bicchiere desolatamente vuoto. Un po' per colpa del pessimo umore, un po' per i presagi che si ripetono dall'inizio della stagione, ho davanti agli occhi una chiave di lettura completamente diversa.

* Il Verona ha battuto il Foggia nell'unica partita della gestione Galderisi in cui i pugliesi non hanno giocato. Ditemi quello che vi pare, ma la squadra che veniva da 5 vittorie consecutive e che poi ha costretto al pareggio la Cremonese e distrutto il Foligno, ha evitato completamente di affrontarci con la cattiveria e l'agonismo con la quale ha conquistato meritatamente il quarto posto in classifica. E' stato solo merito nostro? Noi siamo stati sicuramente bravi a fare 1 tiro in porta e a trasformarlo in gol, ma nessuno si sarebbe scandalizzato se quella partita fosse finita in parità. E l'atteggiamento battagliero con cui Nanu aveva presentato il confronto, proprio non si è visto in campo. Meglio così, si dirà…
* La settimana dopo, a Busto Arsizio, abbiamo vinto grazie a una punizione rocambolesca al 90' minuto che ha perforato la barriera trovando completamente impreparato il portiere avversario. Meglio così, si ripeterà, ma per la seconda volta consecutiva siamo andati oltre i nostri meriti effettivi.
* A quel punto, i 6 punti conquistati in 2 partite consecutive necessitavano per forza di una conferma convincente. A Foligno, ad esempio, era sufficiente non perdere. Ma quella è stata una partita strana nella quale sono bastate l'assurda decisione arbitrale di non espellere Ripa e la svirgolata di testa di Gonnella per far saltare il programma. Errori difensivi a parte, ripeto. Tutto è stato dunque rimandato al successivo derby casalingo con il Padova, una partita nella quale anche il calendario è sembrato darci una mano. Ebbene il Verona, nel secondo tempo, si è completamente dimenticato che sta lottando per non retrocedere, ha abbassato la guardia e si è messo a giocare ad armi pari con chi è nettamente più normale di lui, finendo per essere punito dalla sua stessa arroganza. O avventatezza, se preferite. Nell'unica partita (dell'ultimo corso) in cui i gialloblu non sono riusciti a fare gol, Pellegrini ha perso la sua personale imbattibilità casalinga e ha consegnato la squadra al proprio destino. Il secondo tempo di domenica è stata per me una consegna delle armi, come involontariamente ha ammesso anche il mister (dobbiamo recuperare lo spirito di 2 settimane fa)

Questo è un punto focale. Per tutto marzo, ho concentrato la mia attenzione sul fatto di riuscire a raggiungere la Paganese e giocare poi con qualcun altro i playout. Errore gravissimo! E' vero che Sarri ci aveva fatto precipitare così in basso che anche solo sperare di finire penultimo pareva un miracolo. Adesso però mi chiedo: riuscissimo anche a fare 1 punto in più della Paganese nelle prossime 5 partite, la povertà assoluta dei nostri giocatori quante chance di salvezza concede ai playout? ci rendiamo conto o no della differenza abissale che esiste tra il Verona e tutti gli altri? Non siamo mica come l'anno scorso, in cui c'era poca differenza tecnica tra noi, lo Spezia (che peraltro non siamo mai stati capaci di battere in 4 confronti) e la Triestina (che peraltro ci aveva superato nello scontro diretto). Il calcio è meno matto o irrazionale di quello che si possa pensare, o sperare. Gli attuali 5 punti di classifica che ci dividono dal Manfredonia e gli 11 con la Ternana quint'ultima sono la testimonianza di un abisso caratteriale e qualitativo nei confronti di tutte le altre squadre in lotta con noi per non retrocedere.

La sconfitta atroce subita dal Padova cancella dal sottoscritto ogni minima speranza di ottimismo. Mi auguro davvero che sia solo un momento di abbattimento a farmi scrivere queste cose. Però, se non siamo riusciti fino a questo momento a cambiare le sorti di quest'annata disgraziata, come possiamo riuscirci nelle prossime 5 o 7 partite?

Parliamoci chiaro, cosa è stato il Verona finora? Abbiamo sprecato le prime 7 partite davanti allo specchio per convincerci che siamo una squadra di calcio (gestione Colomba); dopo abbiamo tirato la cinghia fino a Natale dimostrando di valere sul campo di gioco solo l'ultimo posto di classifica in cui eravamo precipitati, soprattutto in trasferta (1° gestione Pellegrini); quando poi potevamo e dovevamo dimostrare che eravamo ancora vivi e vegeti, ci siamo affidati a un chirurgo plastico più che a un medico (gestione Sarri); adesso che le cose cominciavano a girare in qualche modo, Foligno e Padova ci hanno fatto capire quanto siamo fragili fuori e dentro.

Nulla è compromesso, s'intende. Continuerò a urlare e a disperarmi per tutte le gare che restano. Ma le prossime 5 partite saranno testimoni di 3 scontri diretti contro avversari che faranno di tutto per eliminarci direttamente dalla corsa playout e 2 conformazioni (Monza e Novara) che non hanno più nulla da chiedere al proprio campionato. Se non quello di provare a darci fastidio.

Il mio pessimismo attuale deriva dunque non tanto – o meglio, non solo – dal fatto di non vedere la possibilità di riuscire ad arrivare ai playout, ma dall'aver preso atto di non essere ancora riusciti a dimostrare in 29 partite (più quelle di Coppa Italia) di essere una squadra in grado di vincere anche convincendo, e di non avere i mezzi per ribellarsi alla corrente che ci sta portando lentamente in C2. Nonostante 3 allenatori e una trentina di calciatori impiegati il Verona non è mai stato una squadra di calcio: ha avuto solo qualche episodio favorevole e qualche episodio fortunato. Quel tanto che basta per arrivare a 21 punti.

Adesso, ci vuole più di un miracolo.

Massimo


fonte Hellas Story



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